Donato Lanati: L'ultima sfida

La sfida in una dura competizione sportiva, la Tre Giorni Vintage sull'Isola d'Elba, che diventa metafora e allo stesso tempo essenza di un'intera esistenza. Donato Lanati, il rinomato enologo e scienziato del vino, si racconta attraverso il suo ostinato rapporto con le sfide, accompagnato da 260 scatti in bianco. e nero..

PAGINE 480 - FORMATO VERTICALE 23cm X 31cm - BIANCO/NERO


Nel vocabolario della lingua italiana vi sono delle parole che, a seconda del contesto, possono avere significati differenti, a volte anche opposti tra di loro. Una di queste è ultimo/a che, guarda caso, è contenuta nel titolo di questo volume. Per lo Zingarelli, la sua prima definizione la vede come “Corrispondente all’elemento finale o conclusivo, sia in senso spaziale che temporale, in una successione, in una classificazione, in una serie: l’ultimo nome di un elenco, l’ultima lettera dell’alfabeto, l’ultimo giorno del mese ecc. In questo caso, “L’ultima sfida” implicherebbe il fatto che non ve ne siano altre dopo di essa.

Sempre per lo Zingarelli, però, un’altra definizione indica la parola ultimo/a come un qualcosa “Che è il più recente: le ultime notizie, gli ultimi tempi, l’ultima moda”. In questo caso, all’opposto di quanto visto prima, “L’ultima sfida” contemplerebbe la possibilità che ve ne siano altre dopo di essa.



Altre due definizioni dello Zingarelli, indicano addirittura ultimo/a, da un lato come qualcosa che “Per importanza, valore è inferiore: l’ultimo scrittore che leggerei, ti assicuro che è la mia ultima preoccupazione, l’ultima ruota del carro”, dall’altro come qualcosa di “Massimo, sommo: l’ultimo piacere, le ultime vette dell’ingegno”.




A questo punto, immagino che sia del tutto legittimo da parte del lettore porsi la domanda su quale tipo di significato io abbia voluto dare a “L’ultima sfida” nel titolo di questo volume. La risposta vorrei che arrivasse da sola dopo averlo sfogliato e letto. Di questa parola, posso però dire che mi ha sempre affascinato molto la sua etimologia: dal latino “ultimus”, è il superlativo derivato da “ultra” che significa “oltre”.







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